I nostri sei giorni in Portogallo mi hanno stupefatta, ho scoperto un paese che, ammetto, sottovalutavo molto, ma che mi ha lasciato basita. D’altronde, come si fa a non innamorarsi dei colori delle sue città, della bontà della sua cucina e della varietà dei suoi paesaggi?
Ammetto che sei giorni in Portogallo sono pochi per apprezzare totalmente il paese e per coglierne a pieno l’essenza. Difatti non sono riuscita a vedere molte delle cose che mi ero programmata. Ma niente panico, vorrà dire che torneremo! Intanto vi lascio il nostro piccolo itinerario, che ho trovato soddisfacente considerando il poco tempo a disposizione.
Giorno 1 – 2: Lisbona
Parto col dire che Lisbona meriterebbe un articolo a sè. A me è piaciuta davvero tanto, in molti momenti ho avuto l’impressione di essere tornata a San Francisco.
Per visitarla tutta ed apprezzarne ogni sfumatura probabilmente servirebbero quattro giorni belli pieni. Io purtroppo ne avevo solo due e mezzo, ma ho tentato di farmeli bastare.
Abbiamo alloggiato alla Magnolia Guesthouse, un posticino molto carino, probabilmente frequentato per lo più da studenti o nomadi digitali, con bagno in comune e una hall molto accogliente, situato in una zona ottimale, vicino piazza Marchese di Pombal.
La cosa essenziale quando si cerca un alloggio a Lisbona non è tanto la zona, quanto la vicinanza con una stazione metro. Questo perché la città è molto dispersiva, ci sono tantissime cose da vedere e quartieri da visitare, e muoversi a piedi non è sempre semplice, vista la pendenza delle sue strade. Vi lascio di seguito la mappa dei posti che ho visto giorno per giorno.
Giorno 1

Quindi, la prima mattina colazione al volo e via, a prendere la metro blu in direzione Terreiro de Paço. La nostra fermata sarà Restauradores e da lì a piedi raggiungiamo piazza Martim Moniz dove parte il famosissimo Tram 28E. E’ uno dei più utilizzati sia dai turisti che dai locali. Consiglio spassionato: andateci davvero molto presto la mattina, altrimenti farete una fila chilometrica. In alternativa, potreste optare per il Tram 12E, che fa un tragitto molto simile. Il 28E è il preferito dei turisti perchè passa dai quartieri più conosciuti e consente di avere dei bellissimi scorci fotografici della città, apprezzandone l’autenticità.

Potete scegliere se fare tutto il giro oppure fare come noi, che siamo scesi nel quartiere di Graça e abbiamo continuato a piedi. Proprio lì abbiamo visitato la Igreja de Sao Vicente e il meraviglioso Pantheon Nacional. Ecco quest’ultimo non potete davvero perdervelo, è un’opera di straordinaria bellezza.



Camminando siamo arrivati fino al Miradouro Porta do Sol e, poco più avanti, al Miradouro de Santa Lucia. Ecco, Lisbona è piena zeppa di punti panoramici, detti appunto miradoures, e hanno tutti un’atmosfera particolare, rilassante, come se il mondo potesse fermarsi mentre tu ammiri la bellezza dei tetti e le strade arrocchettate intorno.


Attraversiamo qualche bellissima stradina nel quartiere Alfama, il più antico della città. Avete presente Bari vecchia? Ecco, il quartiere Alfama si presenta un po’ in quello stesso modo. Come si fa a non amarlo?


Continuando la nostra scarpinata giornaliera, arriviamo fino al Castelo do Sao Jorge (noi non siamo entrati perchè c’era una fila immensa) e alla cattedrale della città, Sè de Lisboa. L’ingresso costa 5€ ma se avete la Lisbona card avete uno sconto del 20%.
Piccola chicca: quando siete al castello, proprio vicino all’entrata c’è un negozietto di pasteis de bacalao. Non so dirvi quanto siano buoni!



La mattinata non è ancora finita, perchè dopo aver assaggiato i Pasteis de Nada al negozio Manteigaria ci siamo diretti nella bellissima Plaça do Comercio. Questa è la principale piazza della città, è stata costruita dove un tempo, prima del grande terremoto del 1755, si ergeva il Palazzo Reale. Godendoci un caldo solicino primaverile, passeggiamo lungo le rive del fiume Tago, giungendo così al punto di partenza dei traghetti con destinazione Cachillas. Tutto questo solo per raggiungere un punticino strategico per pranzo, che mi era stato caldamente consigliato: Ponto final. Tavolini a strapiombio sull’acqua e un inebriante odore di pesce nell’aria vi miglioreranno decisamente l’umore.




Dopo pranzo, molto vicino al ristorante, scorgiamo un ascensore panoramico e decidiamo di salirvi. Ci ritroviamo niente popo di meno che sul Miradouro da boca do viento, dal quale si vede benissimo il Ponte 25 Abril. Come dicevo prima, Lisbona in certi punti somiglia molto a San Francisco, e difatti questo ponte è fratello del Golden Gate. Non a caso, i costruttori furono gli stessi 😁.

Visto che siamo ormai dall’altra parte del fiume, chiamiamo un uber (in realtà qui hanno Bolt) e ci facciamo portare sulla sommità della collina per vedere da vicino quella statua gigante che tanto ricorda quella brasiliana: il Cristo Rei. Ad essere onesti il monumento in sè non è niente di che, però da lassù si ha davvero una bella vista.


La prima giornata è quasi finita, anche se la sera abbiamo fissato in un ristorantino dell’Alfama per assistere a uno spettacolo di Fado e mangiare il tradizionale arroz de marisco. Per chi non lo sapesse, il Fado è un canto tradizionale portoghese, struggente, passionale, cantato sia da uomini che donne e la chitarra di accompagnamento ha 12 corde.
Giorno 2

Stamani andiamo subito con la metro alla stazione dei treni e ne prendiamo uno fino al quartiere di Belem. Oggi purtroppo il meteo non ci assiste, ma non demordiamo, e anche se con un po’ di pioggia, abbiamo camminato tutto il giorno in lungo e largo.
Prima tappa del quartiere, Monumento a los decubridores dedicato appunto alle esplorazioni e scoperte, con statue raffiguranti celebri esploratori portoghesi del XV e XVI secolo.

Poco più avanti, continuando a camminare, sbatterete il naso proprio sulla Torre di Belem.

Il nostro successivo progetto sarebbe stato quello di visitare il chiostro interno del Mosteiro dos Jeronimos che dicono essere davvero bellissimo. Sorge un solo piccolo problema: c’è una fila esorbitante, e chiedendo a quelli in cima ci dicono che sono lì da due ore e mezza. Con l’amarezza nel cuore, ma non abbiamo tutto quel tempo. Magari un giorno torneremo e con calma ci metteremo in fila, ma oggi al massimo possiamo permetterci di visitare la chiesa, che comunque non lascia delusi, anzi. La sua magnificenza è indescrivibile.




Vista la delusione per il chiostro, ci consoliamo in fretta andando ad assaggiare i famosissimi Pasteis de Belem. Direte, ma non li avevi già assaggiati ieri? Il fatto è questo: i primi ad aprire il negozio di pastel de nada furono proprio questi ragazzacci nel quartiere di Belem. Poi i nostri amici del Manteigaria hanno aperto un altro negozio nel centro della città, espandendosi sempre di più. Da quel momento i lisboetas sono divisi su chi preferisce l’uno o l’altro. E venendo sei giorni in Portogallo io secondo voi potevo lasciarmi scappare l’opportunità di dire la mia? 🤣😁.
Verdetto: sono entrambi squisiti, ma scelgo quelli di Manteigaria. Hanno una sfoglia leggermente più friabile e si sciolgono letteralmente in bocca.
Detto ciò, bando alle ciance, andiamo a LX Factory! Questo angolino semi nascosto è un po’ come la Camdem Town di Lisbona: ristoranti, pub, locali, negozi e librerie in stile urban misto a un non so come chiamarlo, ma insomma, uno stile a dir poco originale e colorato. Proprio qui si trova una libreria molto particolare, costruita praticamente dentro una fabbrica, Ler Divagaar.



Tornando indietro si passa per la famosa Pink Street, ma, parere assolutamente personale, non state ad allungare il vostro percorso appositamente per questa strada perchè non è niente di imperdibile. E’ solo una via, nemmeno troppo lunga, dipinta di rosa e con tanti ombrellini colorati sopra di voi. Ma da qui si arriva al Elevador de Santa Justa, un ascensore che porta fino al Convento do Carmo.
Consiglio: se c’è troppa fila per l’ascensore, andate a piedi. Sono pochi scalini e fate molto prima.

Il Convento do Carmo è davvero molto bello e suggestivo, purtroppo dopo il terremoto del 1755 fu semidistrutto e quel che ne resta oggi è davvero affascinante. Direi che somiglia molto alla chiesa di San Galgano, in Toscana.


La giornata prosegue passeggiando tra stradine e librerie, ci fermiamo a bere una birra al Miradouro Santa Caterina e ci lasciamo cullare dalla fantasia di vivere in questa bella città.
Giorno 3: Sintra
Amici teletrasporter, non potete stare sei giorni in Portogallo senza visitare i magici e fiabeschi castelli di Sintra.
Sintra è una piccola cittadina vicino a Lisbona, circa mezz’ora di macchina, e nasconde delle perle rare tra le sue colline. Il centro città infatti è proprio un chicchino, curato, ben tenuto, arrocchettato tra stradine con negozietti e localini. Ma tutto intorno sorgono numerosi castelli, purtroppo in un solo giorno non è possibile visitarli tutti perchè le entrate aprono alle 10 e non sono molto vicini tra loro. Infatti ci sono questi tuk tuk che offrono servizio taxi per portarvi da una parte all’altra. Noi ne abbiamo fatti solo due: Palacìo de Pena e Castelo dos Moros. Entrambi molto belli, seppure incredibilmente diversi.
Il castello dei mori infatti consiste in vere e proprie rovine, una cinta muraria con torri e terrazze, molto ben conservata nel tempo. Fu costruito su un’altura rocciosa per garantire ai mori una buona visuale dei nemici e del territorio circostante. Quando nel 1147 fu conquistato dei crociati cristiani, fu lasciato a se stesso e cadde ben presto in rovina, venendo ricoperto dalla fitta vegetazione. Il biglietto costa 12€ e per visitarlo serve circa un’ora, se vi perdete come me a fare foto e video direi anche un’ora e mezzo.


Il Palacio de Pena invece da fuori è meraviglioso, a mio parere vale un po’ meno l’interno, allestito come un museo. Il biglietto costa 20€ e le entrate sono scaglionate in base agli orari di prenotazione.
Un tempo questo palazzo era un monastero, che purtroppo venne raso al suolo col terremoto del 1755. Per fortuna Ferdinando I ne ordinò la rimessa in auge nel 1800 e divenne ciò che è adesso.


Giorno 4: Porto
In un viaggio di cinque giorni in Portogallo non potevamo assolutamente escludere Porto!
Oh Porto… una scoperta! L’ho letteralmente amata, meno metropolitana di Lisbona, è ovvio, è più piccola e più a misura d’uomo. Un vero e proprio gioiellino. Intanto vi dico che è tranquillamente visitabile in una giornata, e a piedi ci si sposta benissimo. Inoltre, consiglio vivamente di prenotare una visita alle cantine per assaggiare e conoscere i procedimenti di creazione dell’omonimo vino. Noi siamo stati alle Calem ma andrebbe bene una qualsiasi.



Vi lascio qui di seguito la mappa con l’itinerario che abbiamo percorso a piedi in un solo giorno.

Abbiamo alloggiato all’ Hotel Miradouro, un hotel molto datato ma estremamente comodo per raggiungere il centro città a piedi e con un bel parcheggio di fronte. Tra l’altro eravamo all’ultimo piano e la vista era molto bella.
Comunque, bando alle ciance e iniziamo il nostro inseguimento di azulejos. Sì perchè per chi non lo sapesse, Porto è famosa per essere piena di queste mattonelline blu in ceramica, che ornano le mura di chiese, stazioni, edifici ecc. Qui di seguito un elenco dei posti dove le troverete da non mancare assolutamente perchè davvero spettacolari.
- Capilla de las Almas
- Igreja de santo Idelfonso
- Igreja do Carmo
- Estation de Sao Bento
- Sé do Porto





E se poi vi dicessi che Porto è stata di immensa ispirazione per la saga di Harry Potter? Infatti la Rowling ha vissuto in città per tutto il periodo di stesura dei suoi capolavori; insegnava in una scuola serale di lingue e nel frattempo, durante il giorno, scriveva. Proprio in questo bar:

E difatti, a giro ci sono moltissimi richiami ai suoi romanzi. Per esempio, accanto alla Igreja do Carmo, incastonata tra questa e un’altra chiesetta, c’è la cosiddetta casa più stretta del mondo, chiamata la casa escondida, che ha dato l’idea alla nostra scrittrice preferita dell’infanzia per la casa campo base dell’Ordine della Fenice.

Oppure ancora, davanti all’università, c’è una fontana che ricorda moltissimo lo stemma di Grifondoro, e proprio gli studenti di questo istituto se ne vanno a giro con tonache nere svolazzanti…..

Per non parlare della famosissima Livraria Lello, una libreria bellissima, alla quale però si può accedere solo con prenotazione (presentatevi lì almeno una mezz’oretta prima). Vi sono decine e decine di scaffali con le più disparate edizioni di Harry Potter, ed in tantissime lingue. Inoltre, si dice che le scale della libreria abbiano ispirato JK quando descriveva quelle di Hogwarts.



Terminato l’ HP TOUR ci siamo diretti verso il Mercado do Bolhao per cercare qualcosa con cui pranzare e non ne siamo rimasti affatto delusi. Abbiamo provato la tipicissima francesinha, un panino di carne e formaggio fuso con prosciutto crudo. Volendo si può trovare anche con l’uovo.
Sul calar del pomeriggio abbiamo attraversato a piedi il ponte Dom Luis I per passeggiare lungo fiume e goderci un’atmosfera unica. Ricordate di immergervi nei negozi di sardine in scatola, vi assicuro che rimarrete esterrefatti da quante ce ne sono, una edizione per ogni anno dai primi anni del 900. Sono bellissime e coloratissime!


Ahimè, la giornata è quasi terminata, ma non prima di goderci un romantico tramonto ai jardin do Morro ❤.

Giorno sei: Coimbra e Obidos
Nell’ultimo dei nostri sei giorni in Portogallo, mentre torniamo verso l’aeroporto di Lisbona, ci fermiamo a visitare due cittadine tanto affascinanti quanto diverse. La mattina ci dirigiamo verso Coimbra. L’avrete sicuramente sentita nominare per la sua leggendaria Università, visitabile su prenotazione, nominata anche patrimonio UNESCO. Il biglietto lo potete prenotare qui ed ha un costo di circa 13€. Sicuramente è un bellissimo ambiente, ma la cosa che vale la pena più di tutte visitare è la biblioteca Joanina.
All’interno non si possono fare foto o video, ma è di uno splendore difficile da raccontare. Tre stanze in stile barocco con libri antichissimi, sapientemente conservati, restaurati, chiusi con appositi lucchetti in librerie stupende in legno di rovere. Soffitti affrescati come se fossimo in una chiesa e un’atmosfera veramente unica.
Sempre a Coimbra potrete visitare le due cattedrali, quale nuova e quella vecchia, e divertirvi a confrontarle.

Proseguendo il nostro viaggetto di ritorno, ci fermiamo a Obidos, una vera e propria bombonierina. E’ un piccolo paesino medievale, circondato da una cinta muraria davvero molto bella, sopra la quale si può fare una passeggiata. Anche se avete poco tempo, fermatevi, la visita durerà al massimo un’ora perchè è davvero molto piccolo.




Il nostro viaggio di sei giorni in Portogallo si conclude qui amici teletrasporter, lasciandomi una grandissima voglia di tornare per vedere tutte quelle regioni che stavolta non sono riuscita a toccare, consapevole di aver scoperto un nuovo paese che mi ha stregata!
Grazie ancora per essere stati con me fino a qui ❤. Per altre scorribande a zonzo per il mondo, lo sapete…vi aspetto sul blog!
