Vi state chiedendo come potreste sfruttare il poco tempo che avete per andare nel continente asiatico? Vi aiuto io! A cavallo tra 2019 e 2020, precisamente per capodanno, sono stata dieci giorni in Thailandia, più due di viaggio, per un totale di 12. E’ stato un viaggio estremamente introspettivo, sono partita con uno stato d’animo che non era dei migliori, perchè quello fu il viaggio con il quale uscii dalla mia comfort zone. Mi ritrovai all’aeroporto di Roma Fiumicino da sola con la mia valigetta, pronta come non mai a fare nuove amicizie e e scoprire per la prima volta il continente asiatico. Per la precisione sono partita il giorno dopo Natale e sono tornata per Befana, trascorrendo così uno dei capodanni più belli che riesca a ricordare. Devo ammettere che non ero del tutto sola: mi ero iscritta per la prima volta a un viaggio di gruppo, e già all’aeroporto capii che non avrei avuto difficoltà a fare amicizia.
26-27 Dicembre
Dopo non so quante ore di volo intervallate da uno scalo a Doha, mi ritrovo finalmente all’aeroporto di Bangkok. Nonostante sia dicembre, e quindi in teoria stagione secca, non so descrivervi l’umidità che si respira, un caldo assurdo. Tanto per non farmi mancare niente, i miei dieci giorni in Thailandia iniziano con una piccola disavventura, indovinate? Non mi arriva il bagaglio 😅. Proprio così, atterrati a Bangkok io e un’altra componente del gruppo eravamo senza valigia. Fortuna che ero stata previdente e mi ero messa nello zainetto un cambio. I bagagli sono arrivati il giorno dopo all’albergo, ed è finito tutto in una grassa risata.
Ma torniamo a noi!
Fuori dall’aeroporto c’è la nostra navetta transfer (che ci accompagnerà per tutta la durata del viaggio) ad aspettarci per portarci all’hotel. Nonostante le attività siano già programmate con un itinerario ben preciso, il primo giorno è libero, e possiamo scegliere di fare qualsiasi cosa. Io ovviamente mi ero precedentemente informata su cosa poter andare a vedere, così il gruppo decide di seguirmi e andiamo tutti insieme a piedi verso il tempio della Montagna d’Oro, Wat Saket. E’ un tempio con un tetto rivestito d’oro ed è il punto più alto da cui poter ammirare la città. L’entrata costa appena 50 Bath e l’atmosfera è molto rilassante. Giretto veloce per le strade thailandesi per riempirci un po’ gli occhi e il pomeriggio lo abbiamo concluso con un bel giretto sul battello lungo il fiume Chao Phraya. La serata prosegue alla ricerca di un posticino lungo la strada dove poter finalmente assaggiare la cucina locale, e io ordino noodles col pesce. Sicuramente un’altra cosa rispetto a quelli mangiati in Italia. Quanto amo la cucina thai.
La notte è ancora giovane e non possiamo andare a letto senza fare un salto nella via più famosa della capitale: Khao San Road. Questa viuzza pullula di bancarelle, locali, venditori ambulanti, musicisti, striscioni, insomma, è festa continua, e io ero al settimo cielo.





28 Dicembre
Finalmente ci siamo riposati e siamo pronti a scoprire tutto su Bangkok. La prima attività del giorno prevede un giro su una canoa al floating market, impossibile non conoscerlo. Ad essere onesti ce ne sono parecchi sparsi lungo il fiume, qualunque sceglierete sarà giusto. Funziona così: verrete fatti salire su queste canoe e un incaricato vi guiderà tra le bancarelle galleggianti, non sarà raro vedere donne su altre barchette che cercheranno di vendervi cibo da asporto fritto sul momento. Quando vorrete scendere per visitare più approfonditamente un negozietto o un banco verrete accontentati, e ovviamente c’è da trattare i prezzi. Lo shopping è d’obbligo.
Una volta terminato il nostro giro, ci avventuriamo su un traballante ma economico tuk tuk che ci conduce fino al meraviglioso Wat Pho, il più grande e sacro tempio buddista presente nel paese. E’ particolarmente conosciuto grazie alla presenza del Budda d’oro sdraiato, lungo 46 metri e alto 15. Noi ci siamo anche beccati una benedizione volante da un monaco buddista che stava donando dei bracciali portafortuna a chiunque decidesse di approfittarne. Il tempio si trova molto vicino al Palazzo Reale, che difatti sarà la terza tappa della nostra giornata. Ricordate che in entrambi bisogna entrare a piedi scalzi come simbolo di rispetto e richiedono un abbigliamento consono. Personalmente sono rimasta incantata ed abbagliata dalle decorazioni con cui sono stati erette tali opere, una minuziosità unica e l’effetto finale è speciale. Le foto non rendono assolutamente giustizia alla bellezza di cui mi sono riempita gli occhi.
Ma il mio preferito in assoluto resta il Wat Arun, un complesso di tempi buddisti caratterizzato da torri (Prang) finemente lavorate e decorate, scalinate alte e strette che sembrano ergerti verso la sommità dei cieli. Per dettagli più approfonditi sulla storia del Wat Arun consiglio di leggere questo articolo di Viaggi Thailandia .





















La scoperta di Bangkok non è ancora finita, e il nostro transfer ci accompagna a vedere una delle cose più iconiche che vi troverete: il mercato del treno di Mae Klog. Tu sei lì che giri tra le bancarelle del mercato, dove vendono di tutto, specialmente cibo, e all’improvviso tutti i mercanti inizio a a togliere la merce e ritirare le tende, ma senza andarsene, bensì mettendole da parte e ritirandosi il più possibile. Il tutto avviene a una velocità pazzesca, se li arruolassi per rimettermi a posto casa finirebbero in 50 secondi. Nel giro di due minuti si sente il fischio di un treno. Ebbene sì, ci sta passando un treno praticamente sui piedi! Ovviamente a passo d’uomo, il treno attraversa il mercato beatamente, con i viaggiatori che ti salutano dal finestrino, e poi tutto torna come prima. Questo particolare mercato infatti sorge proprio sui binari della linea ferroviaria che collega il paese con la città. Esisteva già da molto prima della sua costruzione, e una volta inaugurata, i commercianti hanno deciso di restare lì e non spostarsi, creando questo surreale ed estremamente iconico mercato.

La sera, seppur stanchi per i km macinati, ci siamo goduti un’ottima bevuta e una straordinaria vista sulla capitale dallo Sky Bar di Bangkok, quello dove sono state girate alcune scene di Una notte da leoni.


29 Dicembre
E’ tempo di salutare Bangkok, ma solo per il momento. Nei nostri dieci giorni in Thailandia ne avevamo previsti tre in città, quindi torneremo. Adesso prendiamo un aereo che con un volo molto breve ci conduce nell’isola della perdizione, che ovviamente non è Ibiza, ma la nostra amata Phuket! Trascorriamo la giornata a sguazzo nelle cristalline acque di Karon Beach e ci godiamo uno spettacolare tramonto sorseggiando cocktail in riva al mare. Mica male per essere dicembre vero?
Il culmine della giornata l’ho raggiunto quando ho voluto assaggiare una larva fritta venduta in una bancarella lungomare. E vi dirò, quando i toscani dicono che fritta l’è bona anche una ciabatta, e c’hanno ragione.
La sera non possiamo far altro che perderci nel caos di Phatong, con la musica, il traffico, il pienone di gente che fa casino. Non lo sapevo ancora, ma nel giro di qualche mese sarebbe scoppiata la pandemia, e tutto quel macello mi sarebbe mancato da morire. La fortuna vuole che ci imbuchiamo in una festa a cielo aperto, una vera e propria discoteca con entrata libera, e la notte viene illuminata dalla nostra sprizzante voglia di vivere.


30 Dicembre
Oggi visitiamo la cosiddetta James Bond Island, a Phang Nga, con quella roccia verticale che sembra piantata nell’acqua verde smeraldo dell’isola. Gli appassionati sapranno sicuramente ricordare quale film di 007 è stato girato da queste parti.
Pranzetto al volo in un baracchino sudicio e via verso Na Ka Island, dove ci rilassiamo per tutto il pomeriggio.




31 Dicembre
Prendiamo una barca di prima mattina che ci porta verso l’isoletta di Phi Phi Don, dove trascorreremo il capodanno. L’hotel in cui alloggiamo si chiama Safe House Phi Phi, è molto carino ed accogliente, essenziale e pulito.
L’isola di Phi Phi è davvero molto carina e piccola, vi basti pensare che in un’oretta a piedi si può girare tutta. Oltre a girottolare per i negozietti e rilassarsi sulle sue spiaggette non c’è molto da fare. La sera del 31 tra l’altro ricordo che ci fu un blackout a causa del sovraccarico di corrente generato dai turisti e per un paio d’ore si rimase tutti senza luce e senza acqua, giustamente nel preciso momento in cui stavamo facendo la doccia 😂. Ricordo ancora una ragazza del mio gruppo che girava di camera in camera per cercare qualcuno con una bottiglia di acqua perchè era rimasta con lo shampoo nei capelli… e vabbè, piccole disavventure comiche del viaggiatore!
Per aspettare la mezzanotte siamo andati a cena in un posto molto carino ,dove potevi scegliere direttamente il pesce fresco dal banco e loro te lo cuocevano sul momento come preferivi, griglia/padella, si chiamava Doctor Fish. Tra l’altro mi faceva effetto perchè c’erano tutte le lucine natalizie e noi eravamo a mezze maniche e infradito. . . per me tutto molto surreale.
Il momento dei festeggiamenti arriva presto, facciamo il conto alla rovescia insieme ai thailandesi sulla spiaggia, a piedi nudi, ammirando i fuochi d’artificio con l’arrivo del 2020. Quello è stato uno dei momenti più belli dell’intero viaggio. Non so spiegarvi perchè. . . sentivo di dover lasciare andare tutta quella pesantezza che avevo accumulato nei mesi precedenti. Il sud-est asiatico fa questo effetto.




1 Gennaio
Primo giorno del nuovo anno, la notte precedente era finita molto tardi, ma io la mattina, con sole tre ore di sonno sulle spalle, decido di farmi una bella passeggiata rigenerante lungo l’isola e fermarmi a fare colazione con mango e papaya. Anche perché oggi non ci riposiamo, bensì abbiamo in programma diverse cosette. Prima tappa è la Monkey Island, come si intuisce dal nome, un’isola abitata solo da scimmiette esibizioniste e simpatiche. Vi svelerò un segreto: a me hanno sempre fatto paura le scimmie! Mi sembrano dispettose e irascibili. Ma pur sempre carine da osservare. Dopo questo pit stop ci ritroviamo in una laguna con un’acqua più blu del cielo, di mille sfumature, con un silenzio e una pace assoluta. Ci concediamo qualche minuto per goderci quello spettacolo e poi veniamo portati a vedere (purtroppo solo da lontano) la famosa The Beach, la spiaggia dove fu girato l’omonimo film con Di Caprio. Purtroppo non è più accessibile fisicamente ma solo osservabile dalla barca, perchè le estreme ondate di turisti dopo l’uscita della pellicola avevano iniziato a rovinare l’ambiente. Un po’ come succede sempre, non c’è niente di nuovo.
Questa sera ci siamo fatti un regalo meraviglioso: abbiamo concluso la giornata ammirando un fantastico tramonto a bordo della barchetta, subito dopo aver fatto il bagno in mezzo a mille pesciolini (c’era anche uno squaletto ma per la mia solita sfortuna mi si era scaricata la go pro e non ho potuto fotografarlo). Una volta calato il buio abbiamo assistito a uno spettacolo inenarrabile: la luminescenza del plancton. Quelle che sembravano tante lucciole marine ci stavano facendo compagnia nelle acque ormai scure dell’oceano. Che meraviglia la natura.




2 – 3 Gennaio
Di nuovo in carrozza (o meglio, in barca) con rotta verso un’altra isoletta: Ao Nang. Prima fermata dopo esserci sistemati nell’hotel è stata la spiaggia di Railay Beach, un posto paradisiaco raggiungibile solo via mare, e difatti non troverete nessun veicolo a motore qui. Una pace assoluta, accompagnata dal rumore delle onde e accarezzata dai colori di un mare che sembra finto. Il nostro gruppo bello sportivo decide di noleggiare dei kayak divisi per coppie, ed esplorare i dintorni della spiaggia, così da assicurarci il divertimento anche per questa volta.




4 Gennaio
Oggi il gruppo si divide, anche se solo per qualche ora. E’ l’ultimo giorno ad Ao Nang e abbiamo due scelte: o partecipare a un’esperienza in una specie di orfanatrofio per elefanti o visitare un’altra spiaggia con la sabbia particolarmente dorata. Io sarò nel gruppo che va a conoscere questi fantastici mammiferi 🐘. Fate attenzione però: ci sono molte compagnie che organizzano esperienze con gli elefanti e purtroppo non sono tutte molto etiche. Avevo letto su una guida di evitare quelle in cui ti propongono di salire sul loro dorso e fare un giro nella foresta, perchè, anche se all’apparenza non sembrano soffrire nè avere problematiche particolari, faranno quel percorso centinaia di volte al giorno e verranno ammaestrati, spesso con maniere poco gentili. Il posto dove siamo andati noi invece sembrava molto più tutelante nei confronti di questi meravigliosi animali. Ci hanno spiegato che in quel centro accudiscono gli elefanti trovati malati o i piccoli rimasti orfani per qualche motivo, e ci è permesso di accompagnarli a fare il bagno e, se la cosa non vi schifa o non vi spaventa, anche di lavarli. Ricordate sempre di portare rispetto a qualsiasi creatura, specialmente se endemica: siete voi ad essere ospiti a casa loro, non il contrario.



5 Gennaio
Oggi salutiamo definitivamente il mare, perché, come vi avevo promesso, torniamo verso Bangkok. Nell’ultimo giorno prima di riprendere il volo è prevista una visita a Ayutthaya. Si raggiunge in un’oretta di macchina dalla capitale, ma si può anche prendere il treno, ce n’è circa uno ogni mezz’ora. La cosa che rende questa città così attraente è il parco storico, dichiarato patrimonio dell’umanità UNESCO a fine anni 90 dove potrete visitare le rovine del Regno del Siam. Sebbene a un occhio inesperto possano sembrano solo un insieme di rocce e sassi, questi resti archeologici sono un vero tesoro e rappresentano la ricchezza in cui viveva la città ai tempi dei siamesi. Templi antichi, statue sacre, palazzi in decadenza, musei che cercano di fermare il tempo. . . questo incredibile parco è un must per chi visita la Thailandia. La visita può durare svariate ore, meglio ancora se fatta con una guida che vi possa spiegare per filo e per segno il significato di ogni cosa.
Il giorno seguente affrontiamo di nuovo una quindicina di ore di volo verso casa, con il cuore pieno di gratitudine e ricordi.










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Ciao amica mia!
Leggere questo articolo mi ha fatto venire tanta nostalgia, come ci viene sempre quando ricordiamo questo viaggio insieme! La Thailandia é un paese affascinante, e scoprirlo insieme é stata una fantastica avventura 🌍❤️
Simo 🥺 Hai ragione, viverlo insieme è sicuramente stato un regalo ed è stata una delle cose che lo ha reso così bello! Grazie ❤