Singapore è un’isola città stato che ha raggiunto l’indipendenza ormai molti anni fa, ed è una delle città più care al mondo è vero, ma non si può fare un viaggio di due settimane in Malesia senza fermarcisi almeno un paio di giorni. A partire dall’aeroporto vi renderete conto di essere stati catapultati in un altro mondo. E’ infatti un cuore pulsante di energia, modernità, vivacità, multiculturalità e allo stesso tempo, natura. Quindi vi illustrerò un itinerario di tre giorni a Singapore in cui spremere fortemente gli angoli più imperdibili di questo luogo magico.
Colonial District – Giardino botanico – Quartiere Arabo – Marina Bay Sand – Garden by the Bay
Arrivati in tardo pomeriggio, ci dirigiamo verso l’ Hotel 81 Premier Princess, ci facciamo una doccia e iniziamo ad esplorare il quartiere intorno a noi per cenare con qualcosa di tipico. Dovete sapere che Singapore è un’autentica culla culinaria. Qui troverete le cucine praticamente di tutto il mondo, ristoranti tipici e non, rimarrete stupefatti nel constatare che loro cucinano h24 all day long, come se avessero paura di rimanere senza. Insomma, le papille gustative qui si divertiranno parecchio.
La prima sera quindi, una volta riempita la pancia con dei classici ravioli vietnamiti vegetariani cotti al vapore, ci dirigiamo verso uno dei quartieri più ricchi, Colonial district. Delimitato da un fiume lungo il quale si snodano bar, locali, ristoranti, parchi giochi, e dove si susseguono vari quay: Boat Quay, Clarke Quay. Robertons Quay, è il centro nevralgico dell’economia dell’isola. Vi ritroverete a passeggiare circondati da luminosi palazzi, banche e grattacieli, e in lontananza si vedrà anche il famoso Marina bay Sand.


Il giorno seguente sveglia presto, vestitino super leggero e scarpe comode: oggi si camminerà davvero tanto.
Prima tappa della giornata saranno i Botanic Garden. L’entrata è gratuita, sono patrimonio del Umanità dell’Unesco e si estendono per 74 ettari. Troverete dei veri e propri tratti di fitta foresta pluviale primaria con più di 300 specie floreali. L’ultima installazione costruita è la Learning Forest che guida i visitatori su passerelle sopraelevate attraverso diversi habitat. La cosa divertente è che non sarà raro vedersi attraversare la strada da qualche varano selvatico che cerca un posto al sole.

La mattinata prosegue nel quartiere arabo, unico nel suo genere perché ricco di murales, graffiti, strade colorate e angolini instagrammabili. Per la precisione dovrete inserire come destinazione Arab street oppure Haji Lane.


Dopo esserci rinfocillati ed aver pranzato con un altro assaggio della cucina orientale (nel mio caso riso fritto con pollo e uova), riprendiamo la metro e torniamo al quartiere di Marina Bay. Non potete andarvene senza l’iconica foto con il Merlion, simbolo della città, una statua con il corpo di pesce e la testa di leone. Vedrete gruppi di turisti indaffarati ad orchestrare le pose più strane per ottenere una bella foto ricordo,. Ovviamente io non potevo deludere le aspettative 😂.

Tutto questo per arrivare a piedi al magnifico ed iconico Garden by the Bay. Questo giardino è costato a Singapore la bellezza di un miliardo di dollari, è un luogo incredibile che si estende per 100 ettari, tra alberi colorati, sculture e serre futuristiche. L’accesso è gratuito, ma non lo è quello per il Flower Dome e per la Cloud Forest. Nel primo viene riprodotto un clima secco mediterraneo per permettere la crescita di varie specie di pianti e fiori rari e il secondo dovrebbe essere una serra che ricrea un ambiente tropicale con tanto di cascata. Personalissima opinione, per me il costo del biglietto non vale la visita. Quando sono andata io era fondamentalmente a tema Avatar, era stato ricreato proprio the lost world. Per i più piccoli sarà sicuramente divertente, ma io non lo rifarei.

Altra cosa a pagamento è la passerella che collega due degli alberi principali, per avere una visuale dall’alto, direttamente davanti al Marina Bay, il famoso hotel ormai diventato un’icona.
Non serve la prenotazione, io vi consiglio di andarci nel pomeriggio per poi cenare lì e assistere agli spettacoli di luci e musica serali (dovrebbero esserci alle 20 e alle 21).
Vi segno una chicca: a Singapore si può mangiare nel ristorante stellato più economico del mondo! Si chiama Hawker Chan ed ha uno stand anche lì ai giardini. Io per esempio ho preso un piatto con anatra e riso, non saprei dirvi conditi come, pagati circa 10€.


Concludete la serata passeggiando per il quartiere, perdendovi tra le luci e lo skyline che vi si presenterà davanti…non ve ne pentirete.


Orchard road – Little India – China town
Se vi fermate tre giorni a Singapore non potete assolutamente perdervi questi quartieri.
Orchard Road offre una serie infinita di centri commerciali, ma potete anche immergervi nel profumo dei frangipane percorrendo Emerald Hill Road, una via con villette a schiera meravigliose.
Muovendovi con la metro, spostatevi per pranzo a Little India. Come si può facilmente evincere dal nome, è il quartiere indiano, agitato e colorato, pieno di bancarelle e ristorantini che emanano il classico odore di spezie. Non vi scandalizzate se entrando in uno di questi troverete persone che mangiano con le mani (tutto, ma proprio tutto, anche il riso): qui infatti le posate sono solo per turisti! Che bellezza questa multiculturalità, io ci divento matta. A tal proposito, vi consiglio un ristorante indiano vegetariano buonissimo ed abbastanza economico: Komala Vilas.

Una volta a pancia piena, dirigetevi verso il tempio induista Sri Veeramakaliamman e subito dopo al Sri Vadapathira , vi assicuro che non ve ne pentirete perché sono splendidi. Il primo è estremamente pittoresco e con il maggior impatto estetico, ed è dedicato alla dea Kali, il secondo risale al 1870 ed è dedicato a la dea Distruttrice del Male, e le sue sculture e decorazioni sono considerate tra le migliori opere d’arte sacra presenti a Singapore.



La giornata non è finita, e la prossima meta è China Town. Solitamente devo ammettere che a me non piacciono i quartieri cinesi, non so perché ma non mi entusiasmano mai. Questo invece mi è piaciuto da morire, quindi non perdetevelo.

Da non mancare in questo quartiere è sicuramente il Buddha Tooth Relic Temple: è un enorme tempio buddista a cinque piani, che si dice conservare un dente del Buddha, ritrovato in una stupa in Birmania.


E niente amici, il nostro giro a Singapore si chiude qui, anche se certamente non sarò riuscita a vederla tutta. Forse non basterebbe un mese per esplorarla in ogni angolo, ma sono certa di averne assaporato bene l’essenza! Se vi è piaciuto l’articolo, vi aspetto per altre avventure a zonzo per il mondo sul blog!
