Una settimana in Giordania
Una settimana in Giordania

Una settimana in Giordania

Eccoci di nuovo con un’altra delle mie avventure cari amici teletrasporter! Inizio girandovi un articolo dove trovare alcuni consigli su come organizzare un viaggio fai da te di una settimana in Giordania senza spendere un patrimonio: eccolo qui!

Ho aspettato un po’ a scrivere questo articolo perché il mio viaggio di una settimana in Giordania è stato molto intenso. Non a caso, proprio due giorni dopo che siamo arrivati, sono peggiorati gli scontri tra Israele e Palestina, per l’esattezza era il 7 Ottobre 2023… vi lascio immaginare lo stato di ansia in cui sono piombata.

La Giordania è un paese meraviglioso, con un popolo altrettanto incredibile sempre pronto a tenderti una mano e offrirti un aiuto o un sorriso, e non si merita di essere svalutato da un conflitto che perdura ormai da quasi un secolo, ma che purtroppo è proprio a due passi.

A onor del vero, devo ammettere che nonostante fossimo molto vicini al confine, non ci siamo mai accorti di niente, se non ci fossero stati i social o i nostri genitori a casa per informarci, non credo ci saremmo mai preoccupati. Però.. purtroppo a volte bisogna misurarci con forze più grandi di noi. Per fortuna il viaggio è andato comunque super bene e noi siamo sempre stati al sicuro. A tal proposito, nel caso stiate programmando di partire, vista la situazione attuale, come vi dico sempre, controllate sul sito della Farnesina o magari provate a scrivere all’ambasciata italiana ad Amman. Dovete partire tranquilli, altrimenti non ne vale la pena. Detto questo.. PARTIAMO!!

Eccoci qua, a grandi linee questo è l’itinerario che abbiamo seguito per una settimana in Giordania. Per l’esattezza:

  • AMMAN
  • JERASH
  • MADABA
  • WADI MUJIB
  • MAR MORTO
  • KARAK
  • LITTLE PETRA
  • PETRA
  • WADI RUM
  • AMMAN

Atterrati ad Amman verso l’ora di cena, dopo aver ritirato la macchina (essenziale noleggiarla per una settimana in Giordania) ed aver assaporato una gustosissima piadina con hummus e falafel, dormiamo nei Faraseen Apartments (circa 32€ a testa a notte), in una posizione fuori dal centro ma comoda per chi come noi è in arrivo dall’aeroporto e non si ferma in città. Non visiteremo infatti Amman in questo primo giorno ma la lasceremo per ultima.

Jerash e Madaba

La mattina di buon’ora, dopo aver fatto il pieno con baklava e dolcetti giordani (le pasticcerie sono un must e sono molto economiche), ci dirigiamo verso il sito archeologico di Jerash. L’ingresso è incluso nel Jordan Pass, e a mio avviso è stato uno dei siti più belli che abbiamo visitato. Non a caso, è chiamata anche la Pompei dell’Asia, proprio perché vi si trovano alcune delle rovine romane più importanti e meglio conservate di tutto il medio oriente.

Questo è stato possibile in quanto la città è rimasta sepolta per secoli sotto la sabbia, e quindi poche sono le cose andate perse. Considerate che il sito è molto grande e tutto completamente al sole, quindi portatevi un cappello, sarà essenziale.

Per informazioni più dettagliate su cosa vedere e come organizzare una visita di Jerash, vi lascio il collegamento a questo articolo.

Dopo 1h20′ di auto si arriva a Madaba, detta anche la città dei mosaici. Il motivo è abbastanza intuitivo. Vi segnalo che purtroppo la maggior parte delle attrazioni chiude i battenti intorno alle ore 17, quindi calcolate bene i vostri tempi, altrimenti farete come noi che non siamo riusciti ad entrare nella bellissima chiesa di San Giorgio 😭.

Per fortuna però non ci siamo persi il Parco archeologico I e II di Madaba, con ingresso incluso nel Jordan Pass. Al suo interno ci sono chiese e sale in cui sono ancora conservati dei colorati mosaici rappresentanti animali e scene di caccia o pesca.

Inoltre siamo riusciti ad entrare nella Chiesa di Sa Giovanni Battista e a salire sul suo campanile, dall’alto del quale si ha la completa vista della città.

Vi lascio un altro collegamento per dettagli più approfonditi sulla cittadina 😊.

Alle 18 chiude anche l’ingresso al santuario di Monte Nebo, che per chi non lo sapesse, è il luogo sacro dove Mosè ebbe la visione della terra promessa. Esatto, lui arrivò lassù, si affacciò e vide fondamentalmente… questo!

Stasera il pernottamento sarà in un posticino super consigliato, niente di lussuoso, anzi… ma i padroni sono stati iper gentili e la colazione era più che soddisfacente. Per 20€ a notte, direi che Madaba Camp Resort merita una recensione super positiva.

Wadi Mujib e Mar Morto

Salutiamo i nostri amici e puntiamo il navigatore sul Wadi Mujib. Questo canyon è aperto da aprile a ottobre, e conviene presentarsi il più presto possibile, perché proprio grazie al suo aspetto naturale e bellissimo è meta per la stragrande maggioranza di turisti che passano di qua. Consiglio assolutamente di portarvi un cambio e le scarpette da scoglio. Infatti camminerete, nuoterete, scivolerete letteralmente tra le rocce e nel letto del fiume. A mio avviso è stata un’esperienza molto bella, ma purtroppo un po’ troppo affollata. Se si riuscisse a gestire le entrate con delle prenotazioni, sicuramente le attività ne gioverebbero.

Dopo un rapidissimo cambio di mutande e magliette in macchina (da veri zingari sì lo so… ma che ci volete fare, a noi piace così!), riprendiamo la nostra via lungo la meravigliosa strada dei re.

Avete presente quando vi dicono che per fare il bagno nel mar Morto in Giordania è essenziale dormire in un resort lungo le sue coste? Quei resort che costano minimo 60€ a notte , ma risultano necessari perché forniscono accesso da spiagge private e docce calde per togliersi il sale di dosso? Ecco… son tutte frottole!

Certo, sono sicuramente un’alternativa comoda, ma anche molto costosa e, per il nostro itinerario, decisamente fuori mano. Infatti i resort e gli hotel lungo le sue rive, si concentrano principalmente al nord. Via via che scenderete verso Petra troverete sempre più deserto.

A meno che non facciate come noi, che ci siamo fermati totalmente a caso, vedendo un cartello lungo la costa.

FOR THE BEACH –> , e poi a seguire, HOT SHOWER 2JD.

Ci si sono illuminati gli occhi! Accostata la macchina, ordinato un orange juice e un caffè al baracchino che gestiva questa furbata, ci siamo ricambiati di nuovo mettendoci il costume. Siamo scesi lungo la riva fino ad arrivare al mare in tre minuti a piedi. Ingresso totalmente gratuito alla spiaggia, fatta completamente di sale, e qui abbiamo galleggiato e scattato diverse foto iconiche, con molti bruciori in tante parti del corpo 🤣.

Per chi non lo sapesse, il Mar Morto è il mare più salato del mondo, e difatti non si dovrebbe immergere la testa e non ci si dovrebbe stare più di dieci minuti a sguazzo. Fortuna vuole che un altro gruppetto di viaggiatori solitari avesse comprato dei fanghi da utilizzare in tale occasione, e una volta finito il loro bagno, ce li hanno gentilmente concessi.

Insomma, trattamento completo a costo zero! E per fortuna che c’erano le docce… non so spiegarvi la sensazione di unto che avevamo addosso😂.

Karak e Little Petra

Dopo una rigenerante dormita al Heritage Inn, tenuta familiare dispersa completamente nel nulla, ma dotata di ogni comfort, anche della piscina, per ben 9€ a testa con colazione, il nostro prossimo obiettivo è il castello di Karak.

Non vi aspettate un castello fiorente e vivo, sono più delle rovine, un insieme di stanze e cunicoli, che furono costruiti da/per i guerrieri cristiani durante le crociate. Per visitarlo c’è voluta circa un’oretta e l’ingresso è incluso nel Jordan Pass.

Nel primo pomeriggio invece, abbiamo avuto un assaggio di quello che avremmo vissuto l’indomani: Little Petra.

Questa “cittadina” un tempo era un luogo di passaggio e di ristoro per i mercanti che si dirigevano verso la più grande e più famosa Petra. Oggi è un sito scavato in un canyon di una bellezza disarmante, con beduini e bancarella che ne delineano i contorni delicatamente.

Esistono anche degli shuttle gratuiti che collegano Petra a Little Petra, per permettervi di farle entrambe in giornata. Anche se, a parer mio, meglio lasciarsi la vera magia per ultima.

Per visitare Little Petra sarà sufficiente un’ora e mezzo più o meno. Nel nostro caso, dopo ci siamo goduti una buona merenda e ci siamo incamminati verso il nostro appartamento.

Petra

La giornata di oggi è interamente dedicata a Petra e all’esplorazione del suo sito. Già il canyon che si percorre prima di arrivare al Tesoro, il Siq, toglie il fiato. Una lunga e ombreggiata gola scavata nella roccia con incisioni sulle pareti, scavi per far passare l’acqua e beduini a ogni curva con ciuchini o cavalli. Potrete decidere se percorrere tutto a piedi o in groppa appunto a uno di questi animali. Consiglio vivamente di fare prima i biglietti per l’ingresso e di arrivare abbastanza presto la mattina, massimo le 8, di modo di godere del Tesoro illuminato dal sole. Volendo, all’ingresso, potrete acquistare anche una guida locale che vi accompagnerà nel percorso per spiegarvi dettagli altrimenti sconosciuti.

E insomma, dopo circa mezz’ora a piedi… ecco lo spettacolo per il quale si affronta questa viaggio!

Da qui, si possono percorrere più trekking, rigorosamente sotto il sole, quindi portatevi un cappello, per raggiungere molteplici luoghi, come le tombe reali o il Monastero. Per quest’ultimo armatevi di fiato e acqua, che la salita è lunga e costellata da 800 scalini 😂. Ma lo consiglio assolutamente, è davvero un sito bellissimo.

Come si nota dalle foto, alcuni punti sono anche estremamente panoramici.

Insomma… per me si è realizzato un sogno!

Wadi Rum

Fare un viaggio di una settimana in Giordania sicuramente vale la pena anche solo per Petra e il deserto del Wadi Rum. Un luogo senza tempo, sembra di catapultarsi su un altro pianeta, ci si aspetta di girarsi e vedere Aladdin sopra il tappeto volante e Jafar col Yago che cammina avvolto nel mantello. Consiglio vivamente di trascorrere una notte nel deserto, dormento in uno dei tantissimi campi tendati presenti, gestiti esclusivamente dalle famiglie beduine. Potrete prenotare tranquillamente anche un tour dalla durata di 4-5-6 ore, organizzeranno tutto loro. E ovviamente, immancabile la cena beduina cotto sotto la sabbia e i canti intorno al falò di notte. Non dimenticatevi di alzare gli occhi al cielo… potreste anche commuovervi. Io non avevo mai visto tante stelle in vita mia.

Amman

Amici, il nostro viaggio è praticamente finito! Ultimo giorno ci dirigiamo verso Amman, ci aspettano 4 lunghe ore di macchina. La capitale, devo essere onesta, non mi ha entusiasmato più di tanto, ma è sicuramente molto tipica e caotica. Ci siamo anche concessi il lusso di un trattamento Hammam, un’esperienza super rilassante.

Incluso nel Jord Pass c’è l’ingresso alla cittadella, le antiche rovine della città risalenti all’età del Bronzo, preceduta dalla vista di un teatro da 6000 posti, dove ancora oggi vengo messi in atto spettacoli di tanto in tanto.

Per concludere, un giretto al mercato di frutta e verdura e nei vari suk per riportare qualche souvenirs. La sera una cenetta in un localino a Rainbow street per poi coricarci presto: la sveglia per l’aeroporto è praticamente all’alba.

Grazie per essere stati con me anche in questa avventura amici, spero di avervi fatto venir voglia di partire per questa meta così tanto presa d’assalto dal turismo di massa, ma così sottovalutata per il suo meraviglioso popolo, la sua accoglienza e il patrimonio ricchissimo di storia che culla.

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