Civita di Bagnoregio: la città che muore
Civita di Bagnoregio: la città che muore

Civita di Bagnoregio: la città che muore

Oggi voglio parlarvi di una chicca tutta italiana, di cui possono vantarsi i nostri amici laziali: Civita di Bagnoregio, detta anche “la città che muore”. Questo perché fino a pochi anni fa si temeva la breve vita del borgo, in quanto sorge su una rupe formata prevalentemente di tufo che a causa delle erosioni atmosferiche si stava pian piano sgretolando. Fortunatamente ad oggi sono state fatte e programmate continue opere di sostegno e ripristino ambientale, così che il paese è tornato ad essere abitato e visitato regolarmente da migliaia di turisti. Si trova in provincia di Viterbo, a metà strada tra Orvieto e il lago di Bolsena. L’accesso costa circa 5 € che vengono poi devolute al comune di Bagnoregio per finanziare i lavori di stabilizzazione; è considerato uno dei borghi più belli d’Italia, non solo per la sua particolare posizione, ma anche per l’atmosfera mistica che si respira al suo interno. Non so, sembra di essere catapultati indietro di secoli, in un ambiente medioevale senza spazio e senza tempo. Non a caso, fu costruita ben 2500 anni fa dagli etruschi. Per arrivare nel cuore del paese bisogna attraversa un ponte pedonale in cemento armato lungo 300 metri, chi soffre di vertigini avrà qualche problemino 😅 ma la bellezza del panorama che ci si presenta davanti farà scivolare via ogni timore. Varcata la soglia dell’unica porta che ci fa accedere al borgo, Porta Santa Maria, possiamo subito ammirare la statua di due leoni che attaccano corpi umani, simbolicamente gli abitanti di Bagnoregio che schiacciano i loro tiranni. Andando avanti ci troviamo nella piazza principale con la chiesa di San Donato, dopo di che possiamo tranquillamente perderci tra le viuzze ed ammirare i palazzi dei Colesanti, dei Bocca e degli Alemanni, casette, balconcini, scalette, fiori, tutto molto medioevale. Da non perdere la grotta di San Bonaventura, scavata dentro la roccia di tufo. Curiosità: si dice il suo nome sia dovuto a un ragazzo che da giovano fu salvato da morte certa da San Francesco d’Assisi, durante una sua visita a Civita. La madre del ragazzo promise a San Francesco che una volta cresciuto suo figlio avrebbe preso i voti, così, da Giovanni di Fidanza (questo il nome del giovane) diventò frate Bonaventura da Bagnoregio.

Ovviamente, vi si trovano anche bar, ristoranti, trattorie, b&b e alloggi. Noi infatti abbiamo pranzato proprio lì. con una schiacciata presa al volo da una botteghina che emanava un odore a dir poco invitante, e ce la siamo goduta all’aperto sotto il sole tiepido di aprile. Civita di Bagnoregio è stata proprio una gran bella scoperta! E a dirla tutta non ci siamo fatti mancare nemmeno un giro lungo il lago di Bolsena, che si trova proprio lì vicino.

civita di bagnoregio
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