Tre giorni a Marrakech: addio al nubilato!
Tre giorni a Marrakech: addio al nubilato!

Tre giorni a Marrakech: addio al nubilato!

Buonasera cari amici lettori! Oggi vi porto con me in uno dei paesi più colorati al mondo: il Marocco! Lo so, meriterebbe molto più di tre giorni, per goderne a pieno il sapore, ma purtroppo a volte il tempo non è dalla nostra parte, e anzi, manca quasi sempre. Nel mio caso, abbiamo organizzato con un gruppetto di stare tre giorni a Marrakech per l’addio al nubilato di una mia carissima amica ❤. Devo dire che lei è rimasta estremamente contenta, e noi ci siamo divertite un sacco! Partiamo di venerdì 13 Luglio dall’aeroporto di Orio al Serio la mattina, e in quattro ore di volo arriviamo in terra africana. Avevamo prenotato una navetta aeroportuale con il Riad dove abbiamo pernottato, che ci lascia nel bel mezzo di una strada subito prima della Medina. Il primo impatto non è stato tranquillissimo diciamo: smog a più non posso, polverone alzato da motorini che ti sfrecciano accanto come se fossero monopattini, gente che urla e smanaccia per attirare la tua attenzione. Insomma, un gran casino. Ci vengono incontro gli impiegati del nostro alloggio, che gentilissimi ci portano le valige direttamente nella hall, con una carrucola che sembrava quella che usa il mi babbo nell’orto. Io ridevo già come una matta, oltretutto in quei due minuti a piedi abbiamo rischiato di essere investite mille volte, quindi occhio ai motorini e ai taxi 😂.

Insomma, se il buongiorno si vede dal mattino, ce ne sarà da raccontare! Arriviamo al nostro Riad Star, e restiamo esterrefatte. Appena entrate veniamo abbagliate da colori bianchi e chiari della struttura, non sentiamo più nessun rumore, la polvere è scomparsa, il caldo soffocante di luglio lascia spazio a un frescolino rigenerante, e l’ambiente sembra davvero pulito e ben curato. A darci il benvenuto un the alla menta caldo assaettato, ma dice che lo bevano i beduini nel deserto per rinfrescarsi 🤨. Inizia così la nostra avventura, andiamo a piedi nei suk marocchini piene di curiosità ed entusiasmo. Lasciate a casa la timidezza e la schizzinosaggine, le scene che vedrete sono abbastanza “forti”, d’altronde siamo pur sempre in Africa. Mi riferisco a banchi di cibo di ogni genere, o di frutta e verdura, trattati senza alcun particolare accorgimento igienico, venditori ambulanti che, vedendoti turista, ti inseguono e ti chiamano per venderti la loro roba, a volte anche insistendo troppo. Non sono un popolo cattivo, anzi, contrariamente a ciò che si può pensare, rubare non è nel loro DNA, va contro la loro religione e la loro ideologia, ma in compenso appunto, sono un po’ insistenti per cercare di spillarti qualche soldo. Contrattate sempre, non come me che non sono riuscita a farmi fare nemmeno un euro di sconto su un bicchierino da riportare a mio fratello. Son proprio bischera. Comunque, a parte tutto sarete immersi in un mercato di cianfrusaglie, spezie e tessuti super colorato e agitato, e io, alla fine, ero affascinata da ogni cosa mi circondasse.

Attenzione, piccolo accorgimento: a volte può capitare che vi avvicini un marocchino promettendovi di portarvi in una qualche boutique esclusiva o a vedere un qualche tipo di pratica comune, come la lavorazione dell’olio d’argan (noi l’abbiamo vista ed è stato molto piacevole e interessante), e lo farà, ma vorrà essere pagato per avervici accompagnato. Quindi, consiglio mio, se chiedete indicazione non accettate mai che vi accompagnino. Attraversati tutti i suk di cui sopra, vi ritroverete nella più famosa piazza di Marrakech, piazza Jemaa el Fna, caratteristica è dire poco. Se cercate la tranquillità, direi che non fa per voi, perchè oltre a una prosecuzione dei mercatini, troverete anche spettacoli dal vivo di giocolieri o incantatori di serpenti, ammaestratori di scimmie, chi più ne ha più ne metta. Dopo esserci un po’ perse in cotanta suggestione, ci dirigiamo a piedi verso palazzo Badìa, che si trova a pochi minuti dalla piazza, cogliendo l’occasione per stare anche un po’ col naso all’insù. La struttura risale al 1500, purtroppo è andata quasi completamente distrutta, ma quel che ne resta è assolutamente da non perdere. Arriva velocemente buio, e per cena abbiamo prenotato un ristorante tipico marocchino dove possiamo assistere al ballo del ventre, Al Baraka. Devo dire scelta ottima. Si trova proprio dietro la piazza, e infatti dopo cena ci riserviamo di unirci ai balli scatenati dei locali, che con bonghi, tamburi, tamburelli, maracas animano la notte marocchina. La giornata è stata lunga, quindi torniamo al Riad per riposarci, in vista del giorno seguente.

Ci alziamo di buon’ora per gustarci la nostra colazione a base di frutta, yogurt e frittatine, e la prima tappa della giornata è un altro palazzo, El Bahìa, 150 stanze che si affacciano su cortili e giardini. Fu costruito nel XIX secolo con l’intenzione di essere il più impressionante di tutti i tempi, potete quindi immaginare la sua grandezza. In realtà dentro è praticamente vuoto, ma le decorazioni di pavimenti e tetto sono ben visibili, e menomale perchè sono molto belle. Il biglietto per entrare costa appena 1€, direi che ne vale la pena. E’ il turno delle tombe saadiane, un mausoleo della dinastia saadiana, mentre nel giardino all’esterno sono conservate le tombe di soldati e servitori. Inutile provare a descrivervi la bellezza delle decorazioni di questo posto. Diciamo che sti sultani quando volevano costruire qualcosa gli riusciva parecchio bene. Ultima tappa della giornata sono ovviamente i tanti fotografati giardini Majorelle, stavolta per raggiungerli abbiamo preso un taxi perchè sono un pochino troppo lontani per andarci a piedi. Furono costruiti a inizi ‘900 dal pittore Jacques Majorelle unicamente per essere la sua fonte di ispirazione, poi qualche anno dopo sono stati aperti al pubblico e dal 1980 sono di proprietà di Yves Saint Laurent. Vi ritroverete in un giardini coloratissimo e pieno di piante di ogni tipo, acquatiche, da giardino, bambù, palme ecc, e l’ingresso viene meno di 7€ (gratuito per i minori di 12 anni). Ma la giornata, seppur piena, non è ancora finita, in quanto stasera decidiamo di sottoporci a un rito che in Marocco è quasi sacro: l’hammam!

Scordatevi tutto ciò che avete vissuto nelle terme qui in Italia, da loro è un rituale di purificazione estrema, oserei dire quasi esagerata😂. Io e le mie amiche, convinte di trovarci teneramente a fare una spa rilassante, ci incamminiamo verso il centro indicatoci da una guida italiana che avevamo conosciuto sul posto. Tranquilli che, ad ogni modo, non faticherete a trovarne, è veramente pieno. In pratica ci chiedono di spogliarci e restare solo con le mutandine usa e getta, e ci fanno accomodare in una specie di sauna. Eravamo divertite ed imbarazzate, quando arriva questa signora abbastanza massiccia che una alla volta inizia a lavarci con secchiate di acqua calda e dopo di che a farci un sontuoso e marcato scrub su tutto il corpo. Raccontata così non rende veramente l’idea, e non entrerò troppo nei dettagli, ma diciamo che è tutto fuor che rilassante 🤣. Una volta finito, ci manda da una collega che inizia a lavarci i capelli con non so quale prodotto oleoso, visto che alla fine della piega avevamo tutte dei capelli super unti. Passaggio finale, massaggio al viso con tanto di panno caldo per ammorbidire la pelle. Tutto sommato, da provare, ma ecco, diciamo che quando lo ricordiamo ci ridiamo ancora.

Il giorno seguente, oltre a districarci nuovamente tra i suk per prendere qualche regalino e qualche ricordo per noi, abbiamo partecipato a un’escursione al tramonto sui cammelli nel deserto, prenotata su GetYourGuide. L’esperienza prevedeva che ci venissero a prelevare in un punto preciso e ci portassero con un furgoncino al punto di partenza. I cammelli non sembrano provati dalla nostra presenza, quindi, in sella! la camminata dura un’oretta circa e ci conduce fino a un villaggio berbero, dove ci presentano alcune famiglie locali e ci fanno ovviamente bere il the alla mente per rinfrescarci. Concludiamo la giornata con un cena a luci soffuse in un ristorante con vista su piazza Jamaa el Fna, a base di stufato di agnello.

E’ lunedì, e l’aereo per Bergamo ci aspetta. Sono stati sicuramente tre giorni belli intensi, ma torniamo a casa con il cuore ricco di nuove esperienze, quella ricchezza che solo viaggiare ti dona.

tre giorni marrakech addio al nubilato
tre giorni marrakech addio al nubilato
tre giorni marrakech addio al nubilato

Se l’articolo ti è piaciuto seguimi per altri contenuti simili! https://www.teletrasportami.it/

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *