Una settimana a Mauritius a agosto
Una settimana a Mauritius a agosto

Una settimana a Mauritius a agosto

Eccoci qua amici teletrasporter! Questo articolo nasce, come sempre, per raccontarvi le mie avventure a zonzo per il mondo, ma soprattutto perché penso che potrebbe tornare comodo a qualcuno di voi sapere cosa fare una settimana a Mauritius a Agosto. Infatti, come spesso purtroppo accade, agosto non è il mese migliore per recarsi sull’isola. La stagione perfetta sarebbe tra ottobre e dicembre (a detta dei mauriziani), ma noi avevamo le ferie in quel periodo lì, e allora ci siamo arrangiati! E’ vero anche che ormai le stagioni fanno un po’ quello che vogliono… quindi, non demordiamo, e ci addentriamo alla scoperta di questa terra fantastica.

Giorno 1

Per la nostra vacanza di una settimana a Mauritius, ci siamo organizzati così: alloggio fisso a Flic & Flac e auto a noleggio per girarla il più possibile. Abbiamo recuperato l’auto in aeroporto (per maggiori info sul noleggio auto all’estero, vi rimando al mio articolo a riguardo) Di questo periodo si rischiano spesso piogge e venti forti, quindi meglio evitare la costa est, quella più esposta per intenderci, e provare a dedicarci a quella ovest e all’entroterra. Abbiamo alloggiato nell’hotel Pearl Beach Resort & Spa, prezzi modici ma posizione ottimale. Appena si esce dal patio infatti, siamo subito con i piedi nella sabbia e la vista si affaccia su un mare da cartolina. Arriviamo in mattinata, sono appena 25°C, e il clima è perfetto.

Niente può distruggere la leggerezza che si percepisce anche solo camminando sul lungo litorale di Flic & Flac. Non mancheranno posti dove potersi fermare a bere qualcosa o a mangiare, camioncini del gelato e bancarella in pineta, famiglie mauriziane che fanno i pic-nic sulla sabbia bianca e fine. La barriera corallina è proprio davanti a noi, e i più audaci possono sfidare l’acqua gelida e godersi una vista subacquea pazzesca.

La prima giornata in realtà prosegue così, con il rumore del mare che ci accompagna nel relax più totale, le palme lungomare che si innalzano verso il cielo terso, e si conclude con un pina colada sorseggiato davanti al tramonto arancione africano.

Giorno 2

Stamattina siamo saliti a bordo di una barchetta che ci ha portati a fare un’escursione favolosa, prenotata la sera prima a un banchino in paese. Potete però anche giocare d’anticipo ed organizzare tutto da casa tramite GetYoutGuide, io ho preferito arrivare lì a decidere in base a ciò che mi ispirava di più, e soprattutto in base al meteo.

Comunque, prima fermata: Ile aux Bénitiers, uno dei luoghi che più mi sono piaciuti. E’ davvero una piccola oasi di pace, con una piantagione di alberi da cocco,, una colonia di uccelli migratori e con nativi del posto che vendono la loro merce colorata, vi creano cocktails colorati sul momento dentro gusci di frutta, vi salutano e vi sorridono sinceri.

Purtroppo è accessibile praticamente solo la spiaggia, mentre l’entroterra è vietato ai visitatori. Tra l’altro, l’isolotto ha un vero e proprio custode, sempre seguito da un gruppetto di cani che ovviamente cercano cibo dai turisti.

Giorno 3

E’ un nuovo giorno a Flic&Flac, e per oggi abbiamo in programma un qualcosa di molto speciale. Da casa mi ero messa in contatto con Prakash, un locale che organizza escursioni private nel cuore pulsante di Mauritius. Nel mio caso, avevo scelto di visitare le cascate di Tamarind . Il tour è durato tutto il giorno perchè prevede un lungo trekking tra bosco, rocce e sentierini, intervallati da ben 11 cascate, dalle più piccole alle più grandi. Uno spettacolo della natura. Prakash e sua moglie ci hanno preparato anche il pranzo, un fantastico panino ripieno di non so bene definire cosa, ma era buono 😂 . Vi lascio il suo contatto, +23057608367. Mi ha esplicitamente dato il permesso lui! Scrivetegli pure su whatsapp, io ci ho fissato proprio da lì. Ovviamente ve lo consiglio perchè, oltre ad essere sicuramente molto più economico di tanti altri tour organizzati, è stato davvero tanto carino con noi ed è riuscito a farci vivere un’esperienza lontana dal turismo di massa.

Sul percorso per tornare verso casa, ci siamo allungati e fermati a visitare un tempio induista che sorge su un lago sacro, il Ganga Talao. C’era qualcosa di molto mistico in quell’atmosfera, con il rumore delle preghiere in sottofondo e i fedeli che si cimentavano in riti propiziatori nei confronti degli dei. Quanto è bello entrare nel vivo delle culture diverse dalla nostra, non credete?

Giorno 4

Oggi giornata dedicata al relax, a goderci il mare cristallino e a passeggiare sulla spiaggia mangiando un fantastico panino al marlin (non perdetevelo che è delizioso). Per la sera però ci siamo spostati verso la baia di Tamarind e ci siamo goduti il tramonto direttamente dalla sua infinita spiaggia. Uno spettacolo unico. I colori dell’Africa per me sono imbattibili.

Giorno 5

Oggi abbiamo girato un pochino la parte nord ovest dell’isola, e non potevamo farci mancare un giro nel cuore pulsante: la capitale Port Luis. Ecco, diciamo che se siete di stomaco debole, potete bypassare questa parte 😂. Scherzi a parte, come ogni città che si rispetti, si alternano scene di normale vita quotidiana con gente in giacca e cravatta che va a lavoro, a scene d povertà e degrado fuori dal comune. Ho voluto in tutti i modi fare un giro al mercato centrale, tipicissimo, agitato, colorato, puzzolente e caotico come potete immaginare. Eppure a me mi garba da morire 🤣.

Per pranzo decidiamo di spostarsi a Grand Baie, anche per godere dei colori del mare che la tocca che dicono essere meraviglioso: spoiler, mi piace di più quello di Flic&Flac. Comunque, un piatto di cibo thai sulla spiaggia accarezzati dal vento leggero non può che renderci felici. Nel pomeriggio sembrava che il meteo ci stesse graziando, quindi ci siamo davvero fermati un pochino sulla spiaggia a goderne il calore. Verso sera invece siamo passati a Cap Malheureux a salutare una chiesetta iconica che si erge proprio sul mare, con i tetti rossi e a punta, Notre Dame Auxiliatrice. Ci siamo anche beccati un matrimonio mauriziano 😆.

Giorno 5

Chi è stato a Mauritius, è quasi sicuramente anche stato nella famosa Isola dei cervi. E’ una minuscola isoletta, sulla costa orientale, infatti il periodo non era dei migliori. Il vento era molto forte e l’acqua veramente ghiacciata. Ma Dio se aveva dei colori incredibili! Abbiamo prenotato a uno dei classici baracchini sul lungomare un paio di giorni prima, scegliendo tra più opzioni. Questa era quella che ci attraeva di più, e alla fine per 35€ avevamo la giornata organizzata con tanto di pranzo preparato sul catamarano. Lo skipper, Giovanni, parlava benissimo italiano in quanto aveva avuto molte esperienze come animatore in villaggi italiani in Sardegna e su navi da crociera. Grande Giovanni, un intrattenitore nato.

Primo stop per ammirare la barriera corallina sottostante, poi direttamente verso Ils aux cerfs.

Dopo qualche ora trascorsa a rilassarci e passeggiare sulle sue sponde, è ora di tornare a casa, e nel tragitto in catamarano abbiamo la fortuna di assistere a una danza tradizionale, la Sèga, ballata da Jamelia, una ragazza giovanissima e decisamente molto brava.

Giorno 6

Mauritius è una terra da visitare in lungo e largo, per questo a inizio articolo ho consigliato di noleggiare un’auto. Non è solo mare e spiagge, e anche in questo sesto giorno ne abbiamo avuto dimostrazione. Stavolta ci siamo concentrati sulla parte sud. Ci sono molti tour che vi propongono di fare questi giri organizzati, ma credetemi, non ne vale la pena. Costano un botto e da soli ve la godrete con molta più calma e indipendenza. Oltretutto è facilissimo orientarsi.

Quindi, prima tappa: cascate di Chamarel. Niente di esagerato son sincera, però molto carine, sicuramente un pit stop per godere del bel panorama lo consiglio.

Seconda tappa: terre dei sette colori. Si trovano a Chamarel, nel distretto del Black River, e sono fondamentalmente delle formazioni geologiche. Si tratta infatti di dune formate da sabbia colorata che si alterna a strisce, e l’effetto è unico nel suo genere. Il tutto è dovuto al raffreddamento delle rocce vulcaniche fuse a differenti temperature esterne e alla presenza di due principali elementi, ferro e alluminio.

Terza tappa: La Vanille Park. Si tratta di un parco faunistico molto bello e suggestivo dove sono presenti tante specie animali, quali caimani, iguane, il coccodrillo del Nilo, i lemuri del Madagascar, le tartarughe delle Seychelles ecc. C’è la possibilità anche di partecipare al momento in cui danno il pranzo alle testuggini, che qui vivono in colonie e ci sono varie aree per il loro accrescimento e per favorirne la ripopolazione.

La cosa che mi ha sconvolto di più però la devo dichiarare: C’è un ristorante all’interno del parco, che serve piatti a base di carne di coccodrillo. Ecco, mi chiedo io….perchè? Tanto lavoro per salvaguardare specie diverse di animali e poi?? Boicottato, senza dubbio.

A parte questo momento sconcertante, il parco è davvero molto accogliente e la vegetazione che vi accoglie quando entrate nel Black River Gorges è allucinante. Vale la pena anche solo fare un giro in macchina da quelle parti. Se vi piace il Rhum poi, a Chamarel c’è una distilleria famosissima che è visitabile, e dove vi spiegheranno tutte le fasi di lavorazione di questo liquore. E perchè no, probabilmente ci scappa anche qualche assaggio 😛.

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