Weekend a Bruxelles: cose da non perdere
Weekend a Bruxelles: cose da non perdere

Weekend a Bruxelles: cose da non perdere

Amici lettori, oggi vi racconterò come è andato il mio weekend a Bruxelles. E’ stato l’ultimo viaggio prima del lockdown per la pandemia, e devo dire che ha decisamente lasciato il segno! Le disavventure non sono mancate, sono partita con tre amiche e un bel carico di sonno, visto che avevo appena finito una settimana di notti a lavoro. Ad ogni modo, vi illustrerò le cose da non perdere in un weekend a Bruxelles e vi farò ridere parecchio, quindi mettetevi comodi e buona lettura!

Premetto che purtroppo non ho molte foto di quei tre giorni, continuando capirete il perchè 😅. Ma cercherò di farvi viaggiare con la fantasia 💓.

Giorno 1

Partiamo da Pisa con un volo Ryanair che in poco tempo ci fa atterrare in terra belga. Andiamo a darci una rinfrescata e a posare i bagagli al nostro alloggio, che consiglio vivamente in quanto ben posizionato e molto pulito e curato. Si chiamava Citadines Toison d’or Brussels Aparthotel. Da lì a piedi abbiamo raggiunto il centro (ma c’era anche la fermata della metro a pochi passi). La prima tappa che ci ha stregate è stata Grand Place , considerata una delle piazze più belle del mondo. E te credo. Dal 1998 è diventata patrimonio dell’umanità dell’UNESCO, è ovviamente la piazza principale della città e non è raro trovarvi manifestazioni teatrali, spettacoli di luci e suoni, illuminazioni animate ecc.

Siccome avevamo fame, un bel wafer ricoperto di fragole, panna a cioccolata a uno dei tanti banchini presenti non ce l’ha levato nessuno. Sono immensi, sappiatelo 😂.

Da lì abbiamo iniziato a gironzolare per la città, restando ammaliate da tutte le sue vetrine e i suoi negozietti tipici. Una cosa che ho adorato è che Bruxelles è piena di cioccolaterie e localini dove vengono preparate mille prelibatezze e dolciumi su un piano a vista. Molte persone si fermavano solo per poter ammirare l’arte di creare quelle leccornie 🤤. Io non mi reggevo in piedi lo ammetto, ero veramente carente di sonno da giorni, quindi ci siamo fermate un attimo nella Galerie Royale Saint Hubert a sorseggiare del buon the caldo. Sì perchè in tutto ciò era Gennaio e faceva decisamente freddino.

Lo sapevate che Bruxelles è famosa per i suoi piatti a base di cozze? No? Beh nemmeno io. L’ho scoperto quando una volta arrivate là ci hanno informate che non potevamo perderci un assaggio di questi molluschi, cucinati in tutti i modi che vi possono venire in mente. Ed infatti la sera siamo andate in una cozzeria ad assaggiare questo fantomatico piatto tipico. Io ne presi uno che prevedeva cozze gratinate e marinate con un sughino a base di pomodoro e formaggio. Devo ammettere che erano squisite.

Era venerdì sera e, nonostante fossimo cotte, volevamo a tutti costi bere una birra nella celeberrima birreria Delirium. Dicono sia la più grande di tutta Europa, e considerando che il Belgio è famoso per la produzione di birre, non ce lo siamo fatto ripetere due volte. La serata parte bene, con un boccale da mezzo litro a testa, qualche chiacchiera in francese con ragazzi e ragazze del posto e tante risate tra amiche. In compenso, si consuma la mia prima sfiga del weekend a Bruxelles: una volta rientrate in camera, in tarda notte, non trovo più il mio cellulare. Lo abbiamo cercato ovunque, valigia, armadio, tasche di giacchetti, siamo addirittura tornate indietro a piedi ripercorrendo tutta la strada dall’hotel al locale, siamo tornate al bancone dove avevamo ordinato da bere, abbiamo chiesto al barista se qualcuno lo avesse riportato, abbiamo riguardate nei dintorni, per terra, sotto i tavolini, niente. Non saprò mai se l’ho perso io in qualche sbadato modo o se mi è stato sfilato dalle tasche del cappotto, resta il fatto che rimasi senza cellulare, e questo è il motivo per cui ho pochissime foto 😅.

Giorno 2

Mi sveglio un pochino sconsolata per la disavventura della sere precedente, ma non mi perdo d’animo. Quando si viaggia non può andare sempre tutto bene no? E allora, tanto vale che mi goda questo weekend a Bruxelles in compagnia delle mie amiche. D’altronde, potrebbe andare peggio. Spoiler: lo farà 🤣.

In questa seconda giornata decidiamo di andare con la metro a vedere il monumento Atomium, collocato nel parco Heysel E’ un monumento in onore della scienza, rappresenta infatti i nove atomi di un cristallo di ferro, è alto 102 metri ed è possibile salirvi non solo sopra, ma proprio dentro. Ogni atomo infatti è collegato a un altro con delle scale mobili, e sono presenti degli oblò per osservare l’esterno.

weekend a bruxelles
weekend a bruxelles

Il resto della giornata lo abbiamo trascorso a gironzolare tra i fantastici giardini della città, a bere cioccolata calda e a farci foto divertenti. Un giardino che sento di consigliare particolarmente è il parco del Cinquantenario, situato a Shuman, a pochi passi dalla Commissione europea (così ci può stare un’occhiata anche a quella), al suo interno si possono trovare molti monumenti e musei, c’è anche l’arco di trionfo, e spesso vengono organizzate feste, rave party, concerti e chi più ne ha più ne metta.

Come vi dicevo, le sfighe non sono terminate. Infatti, dopo una cenetta in un locale che si spacciava per osteria romana, gestito da romani che proponevano piatti tipici, quali carbonara, gricia, amatriciana e cacio e pepe, inizio a non sentirmi molto bene. Al principio sembrava solo stanchezza, forse non avevo ancora recuperato le ore di sonno, in più il freddo si faceva sentire, e pensavo fosse dovuto a un mix di questi fattori. Ma una volta rientrata in camera, dove ci saranno stati almeno 30 gradi, tremavo come un anatroccolo impaurito lasciato solo a sguazzare nello stagno sconosciuto e gelido. Avevo un freddo cane nonostante avessi il pigiama pesante e tre coperte addosso, e per non farci mancare niente, mi venne anche una tosse da paura. Non avevo modo di misurarla, ma sono certa al 100% che in quel momento la mia temperatura non era sotto i 38° 😅. Dolori muscolari, malessere generale. Chissà, forse sono stata la prima a contrarre il Covid senza saperlo (era Gennaio 2020🤣) . Mi addormento profondamento sperando l’indomani di sentirmi meglio.

Giorno 3

Speranza estremamente vana: al suono della sveglia mi alzo e sembra mi sia passato sopra un treno. Ma non posso restare a letto, le mie amiche sono cariche e abbiamo un biglietto del treno per Bruges prenotato! Quindi mi vesto con tre strati di roba, guanti, sciarpa, cappello e via andare, febbre o no, non posso perdermela. E menomale. I treni per Bruges sono frequenti e comodissimi, dalla stazione centrale con un’ora circa di viaggio si giunge facilmente a destinazione. Non potete mancare questa tappa. Bruges sembra il paesino uscito da un libro delle fiabe, casette a punta colorate, negozietti di dolciumi che lasciato odore di zucchero filato nell’aria, ponticini sospesi sopra fiumiciattoli da cornice. E pensate che noi abbiamo beccato anche brutto tempo, era nuvoloso e ventoso. Non voglio pensare a come sarebbe vederla in primavera, o magari addirittura con la neve.

C’è però un quartiere della città che non è molto sponsorizzato, e a parer mio vale davvero tanto la pena. E’ il quartier Sant’Anna, dove troverete un canale costeggiato da un fantastico parco verdissimo con protagonisti i mulini a vento. Ce ne sono davvero tanti, hanno dei nomi impronunciabili e alcuni sono anche visitabili con un biglietto di circa 2-3€. Il percorso si può fare agevolmente a piedi come abbiamo fatto noi, ma anche in bicicletta. Anzi, attenzione perchè qui le bici hanno la precedenza!

Il pomeriggio trascorre a suon di giratine per la città e scorci meravigliosi, salette del thè arredate anni ’50 e noi quattro assieme felici e grate per avere la fortuna di poter condividere certi momenti. Anche con la febbre 😁.

La sera, essendo l’ultima del nostro weekend a Bruxelles, decidiamo di vivercela di nuovo al Delirium. Chissà, magari ritroviamo il mio cellulare 😂. E invece no, completamente perso. Come la mia dignità quella sera. Infatti, non contenta di aver superato una giornata con addosso il febbrone, mi viene la brillante idea di bere due bicchieri da mezzo litro di birra doppio malto, il long island più peso che abbia mai sentito e a rifinire un fantastico shot di assenzio offerto dal barista che ormai ci aveva prese in simpatia. Potete immaginare come è andata finire. Non mi dilungherò nei dettagli, ma la cosa certa è che quella sera non ce la scorderemo.

Giorno 4

E’ lunedì, ed è arrivato il momento di riprendere l’aereo per tornare a casa. Questo weekend è stato abbastanza tortuoso, ma proprio per questo vissuto al 100% con passione e divertimento, lo ricorderò sempre con un sorriso a 32 denti nonostante le mie sfighe. Ah, dimenticavo: la mattina prima di partire mi si è anche rotto il phone in mano mentre i asciugavo i capelli 😂. Prima del prossimo viaggio, una capatina al Luordes non me la leva nessuno!

Se vi è piaciuto questo articolo, vi aspetto sul blog per altri esilaranti racconti delle mie (dis)avventure a zonzo per il mondo! https://www.teletrasportami.it/

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